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Ermes Ricci “Scatti Imolesi”

Ermes Ricci “Scatti Imolesi”

La Mostra, in Piazza Gramsci 19: “SCATTI IMOLESI”

I volti di personaggi imolesi diventano opere d’arte nelle fotografie di Ermes Ricci.
L’inaugurazione ufficiale, alla presenza dell’Assessora alla Cultura Elisabetta Marchetti, degli organizzatori (Associazione Noi Giovani e con il contributo della Coop Bacchilega) e dell’artista, sarà domenica 14 dicembre alle ore 17.30.
La mostra è visitabile: sabato 13 dicembre dalle 15.30 alle 17, domenica 14 dalle 15.30 alle 20. Nei fine settimana successivi il sabato (20, 27 dicembre e 3 gennaio) dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 21, la domenica (21, 28 dicembre, 4 gennaio) dalle 15.30 alle 20. Aperta anche venerdì 26 dicembre e venerdì 2 gennaio dalle 15.30 alle 20, lunedì 5 e martedì 6 gennaio dalle 15.30 alle 20.

Gli abbonati a «sabato sera» possono ritirare il loro calendario in redazione, via Emilia 25. IMOLA

Gli scatti di Ermes Ricci

Il calendario di «sabato sera» è anche una mostra.
Mosaici, scomposizioni quasi cubiste di mani, volti, capelli a dare l’impressione della tridimensionalità. Sono i mosaici di Polaroid realizzati dal fotografo e artista imolese che ritraggono personaggi illustri, conosciuti o meno della nostra città.
Questi particolarissimi ritratti, che sono stati esposti anche all’estero sia a Parigi che a Barcellona, vanno a formare mese dopo mese il calendario realizzato dalla cooperativa Bacchilega per l’anno 2015, che sarà dato in omaggio ai lettori di sabato sera che sottoscriveranno l’abbonamento annuale al giornale, ma non solo. Le opere di Ermes Ricci saranno esposte al pubblico dal 13 dicembre nella mostra «Scatti imolesi», organizzata in collaborazione con l’associazione Noi Giovani, nello spazio espositivo di piazza Gramsci 19 (entrata sotto il portico del palazzo dell’Agenzia delle Entrate).

«A parte Chiara, una bella ragazza di Forlì finalista italiana per Miss Mondo le persone ritratte sono tutte imolesi – racconta Ermes Ricci – oppure semplicemente sono passate da Imola lasciando il segno. Come Keren, pianista israeliana allieva dell’Accademia pianistica o Develon, sciamano e guaritore della tribù dei Piedi Neri che è stato spesso a Imola». Poi ci sono i nomi noti: Carlo Lucarelli, il team manager Fausto Gresini, la ginnasta Carlotta Giovannini, Claudio Golinelli in arte «Il Gallo», bassista di Vasco Rossi, lo scultore Germano Sartelli e tanti altri. La tecnica utilizzata per questo particolare tipo di ritratto si basa sull’appoggio diretto della camera sulla zona del viso o del corpo da fotografare e, successivamente facendo un collage delle immagini si realizza la composizione, in grado di dare l’idea del ritmo e del movimento.

«Questa particolare tecnica fotografica “a mosaico”, o “a grappolo”, – spiega Ricci -, l’ho appesa da Maurizio Galimberti, fotografo molto apprezzato a livello internazionale specializzato in questa tecnica. Anche lui ha fatto parte del Gruppo Polaser, fondato da me nel 2000 con altri fotografi e artisti che amavano dedicarsi esclusivamente alle foto a sviluppo immediato, esaltandone le possibilità creative ed espressive». I ritratti, formati da tante Polaroid quindi da tante piccole foto quadrate scattate da angolazioni diverse, sono state scattate nel giro di otto anni e fanno parte di un progetto ancora in divenire. «Dopo una pausa forzata per ragioni tecniche, dovuta alla sospensione della produzione di questo tipo di pellicola che sembrava contenere sostanze reagenti tossiche, sto ricominciando proprio in questo periodo – continua Ricci -. La Polaroid ha infatti messo sul mercato nuovi prodotti con cui sto sperimentando. Con le vecchie Polaroid era più facile sperimentare perché si potevano manipolare durante lo sviluppo. Ora vedremo… in ogni modo troverò nuove forme artistiche».

«La mostra sarà un’occasione non solo per poter ammirare le opere di una artista imolese – commenta Marta Taroni dell’associazione Noi Giovani -, ma anche per alcuni momenti di incontro e convivialità per promuovere le eccellenze imolesi, ad esempio ospitando aziende vinicole imolesi in alcune occasioni».