Cortometraggi

 

CORTOMETRAGGIO “TOTO’ e VICE’ ” – Produzione: 2014/2016

Il progetto di cortometraggio “Totò e Vice” è dedicato al rapporto tra presenza e assenza, vita e morte, nasce dall’omonimo spettacolo teatrale di Enzo Vetrano e Stefano Randisi, attualmente in tournèe in tutta Italia, dedicato allo stesso tema. Attraverso il dialogo tra teatro e cinema che il cortometraggio vuole mettere in scena, gli spettatori avranno accesso alla visione romanzata di momenti privati dello spettacolo di Vetrano e Randisi. Il corto voluto dal
socio e regista Gian Marco Pezzoli, vuole anche valorizzare luoghi chiave del nostro territorio nel mondo dello spettacolo come il Teatro Ebe Stignani e alcune eccellenze del territorio affinché in fase di partecipazione di festival possa essere ambasciatore della nostra terra, dei nostri costumi e della nostra cultura. Il progetto coinvolge molti giovani imolesi e sarà in cooproduzione con l’Associazione ArtiColtura di Bologna.

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CORTOMETRAGGIO MON CLOCHARD - Produzione: 2017

Davide Mandelli abita in periferia, in un classico condominio, da cui esce fisicamente per far la spesa, andare al lavoro, ma in realtà è intrappolato all’interno di quel microcosmo.
Vediamo evolvere questa sensazione claustrofobica parallelamente alla sua ossessione. Quando fa la sua comparsa il clochard, accolto con amore inspiegabile dagli altri condomini, realtà e finzione si mescolano: come possono i vicini far entrare uno sconosciuto in casa? Sono forse sotto l’influenza di un qualche incantesimo? Davide arriverà a porsi queste domande. La solitudine è un’altra protagonista della storia; il senzatetto trovato dai vicini davanti al condominio è avvolto dalla solitudine, ma il nostro protagonista lo è ancora di più. Davide si accorgerà troppo tardi di non essere mai stato cosi vicino al non essere solo con l’arrivo del clochard. La sua anonima vita, che scorreva quotidianamente senza troppe difficoltà, non potrà più tornare come prima.
Ciò che mi affascina in questo racconto sono le emozioni che risiedono rispettivamente nel nostro protagonista e nei condomini. Il rapporto tra questi sentimenti sembra paradossalmente rovesciato: la rabbia che Davide prova per il senzatetto, pur essendo rancorosa, è essenzialmente “positiva”; è un’emozione autentica che infatti lo porterà alla comprensione.
L’amore idealizzato ma magico dei vicini lo percepisco “negativo”: è un sentimento effimero, lo adorano come un idolo, ma non ne capiscono il senso ne il significato. Continueranno infatti a vivere nella superficialità in cui sono nati. Il punto di vista privilegiato sarà sempre quello di Davide; il nostro protagonista è ossessionato e noi cercheremo di sviscerare questa fissazione, saremo quindi sempre al suo fianco.

 

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Nota: Il corto sarà realizzato nell’anno 2017.